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Whisky che cos'è? e altre curiosità

Whisky che cos'è? e altre curiosità

Quante volte vi è capitato di vedere nei locali o anche nei film persone che bevono whisky e chiedervi, ma che cos'è?  come viene prodotto? Bene, noi di Bibens risponderemo a tutte queste domande. Inoltre, vi faremo conoscere la sua storia e le tipologie di whisky più conosciute al mondo.

Che cos'è il Whisky?  

Partiamo da una semplice definizione in stile Wikipedia. Il whisky è un distillato realizzato tramite la fermentazione e seguente distillazione di molteplici cereali,  successivamente maturato in botti di legno. Generalmente i cereali più utilizzati sono la segale, il grano, il mais e l'orzo. Ma cos'è che ha di diverso rispetto agli altri distillati come il gin e la vodka? Partiamo dalla sua storia. 

La storia del Whisky

12° Secolo:

colonna_whiskyLa tecnica della distillazione trova le sue origini con il mondo antico, i Greci e i Persiani erano coloro che la praticavano da secoli. Ma il whisky compare per la prima volta in Inghilterra nel 1100 e a quell'epoca veniva conosciuto come Uisge Beatha che in celtico significa "acqua della vita"

15° e 16° Secolo:

I monaci erano coloro che producevano il whisky, ma oltre a realizzarlo per se stessi lo commercializzavano ricavandone un profitto. Infatti, la prima testimonianza scritta sulla distillazione del whisky risale al 1494 negli Exchenquer Rolls, che oggi corrisponde ai registri fiscali.

Nel 16° secolo, con il regno di Re Enrico VIII, tutti i monasteri vennero sciolti e i monaci per sopravvivere dovettero sfruttare le proprie capacità e conoscenze nella distillazione. A quell'epoca il whisky era rinomato come medicinale e anche come bevanda da gustare durante i lunghi inverni o eventi sociali. 

17°secolo:

Con lo straordinario aumen

to della produzione del whisky avvenuta tra il 1600 e il 1700, vene introdotta la prima tassa sull' "acqua della vita", che ammontava a 13 centesimi per un terzo di gallone. Da qui iniziò una lunga guerra tra contrabbandieri e gli esecutori delle tasse. Per oltre 150 anni le distillerie venivano nascoste. 

19° secolo:

Finalmente nel 1823 l'Excise Act rese legali gli alambicchi grazie ad una tassa di licenza. Il primo ad ottenerla fu Gordon Smith, ma purtroppo la sua decisione non venne vista di buon occhio dai suoi vicini distillatori tanto da minacciarlo brutalmente. 

In questo secolo venne inventato il Coffey Still, un alambicco continuo realizzato da Aeneas Coffey che facilitava la distillazione di whisky. Inoltre vennero combinati per la prima volta il whisky di grano e malto. La loro unione donavano al dist

illato un sapore più dolce, rendendo il whisky una bevanda più apprezzabile da tutti. 

20° secolo:

Con lo scoppio della I° Guerra Mondiale, la produzione di alcool venne brutalmente attaccata quando si scoprì che era una delle principali cause di assenteismo. Successivamente venne regolamentata per la prima volta la produzione di whisky scozzese. Alcune regole, ancora oggi in vigore, prevedevano: la stagionatura per almeno 3 anni e la regolamentazione del 40% di volume di grado alcolico.  

Il proibizionismo americano finì nel 1933, ma dopo qualche anno scoppiò il secondo conflitto mondiale. La produzione di whisky venne completamente vietata e l'utilizzo dell'orzo era destinato al solo uso alimentare. 

Con grande gioia nel 1954 terminarono tutte le restrizioni e iniziò l'ascesa del whisky!

brindisi-whisky

Quante tipologie di whisky esistono?

Esistono molteplici tipologie di whisky, e proprio per la sua grande varietà diventa molto difficile orientarsi nella scelta. Per facilitare questa decisione noi di Bibens ti faremo conoscere le 5 categorie di whisky conosciute in base al paese di produzione. 

1. Whisky scozzese

alambicco-whisky

Da sempre Scozia e Irlanda si contengono il titolo di paese d'origine del whisky, ma per scoprirlo dovremmo servici della macchina del tempo. L'unica cosa certa che sappiamo è che il whisky scozzese è molto diverso dal whisky irlandese.
La materia prima principale utilizzata nel whisky scozzese è il malto d'orzo, a cui successivamente possono essere miscelati altri cereali come grano, mais, segale e avena, ma in piccole quantità. Inoltre, ciò fa la vera differenza è anche il tipo di torba utilizzato, il combustile fossile usato per essiccare il malto. Nel caso del whisky scozzese ha una ricca percentuale di residui di alghe, conchiglie, salsedine e erica. L'acqua, importantissima, è pura e senza residui di ferro.

Abbinamento:
Il whisky scozzese è molto de

ciso come distillato e appare difficile poterlo abbinare al cibo, ma non impossibile. Il whisky scozzese lo si predilige come spirito da meditazione, ma volendo lo si può degustare con pietanze dal sapore affumicato come lo speck, il salmone affumicato o formaggi stagionati e affumicati. 

2. Whisky irlandese

Il whisky irlandese viene realizzato con orzo, sia maltato che non, con l'aggiunta di altri cereali come grano, mais e segale. La tradizione non vuole l'utilizzo della torba per l'essicazione del malto, ma le nuove generazioni di distillatori di whisky la stanno introducendo. 

Abbinamento:
Essendo un whisky più delicato e fine rispetto a quello scozzese, l'abbinamento a dolci e piatti leggermente saporiti e grassi è favoloso. 

3. Whisky americano

Il whisky americano invece viene prodotto utilizzando soprattutto mais, seguito da una percentuale minore di grano, segale e orzo. Per esempio, un whisky per essere riconosciuto come Bourbon deve avere almeno il 51% di mais.
La varietà di mais utilizzata è la yellow dent corn, nota per essere ricca di amidi. L'acqua deve essere purissima e ricca di minerali. 

Abbinamento:
Gli americano utilizzano il whisky per marinare la carne per i loro ghiotti barbecue, oppure lo sorseggiano allungato per accompagnare la carne alla brace. Ah, e non dimentichiamoci il Jack &Cola.

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4. Whisky canadese

La segale è il cereali principale utilizzato per la   produzione del whisky canadese, con l'aggiunta di orzo, maltato e non, che dona pienezza di gusto. 

Abbinamento:
Solitamente il whisky canadese, oltre ad essere un ottimo distillato da meditazione, è ottimo abbinato a formaggi erborinati o salmone

5. Whisky giapponese 

Il whisky giapponese prevede l'utilizzo di cereali maltati e non. L'acqua purissima deve provenire assolutamente dal Giappone.

Abbinamento:
Essendo un prodotto giapponese, l'abbinamento con   il sushi è d'obbligo! Ottimo anche con formaggi   saporiti o piatti speziati, ma anche come semplice   distillato da meditazione.